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MUOVITITALIA ALLE FASI FINALI: PICCO DI PRESENZE PER L’ULTIMA GIORNATA


di Luigi Provini

14611098_1242792735778098_2221575359332357508_nCentinaia di persone stanno affollando le sale dell’albergo “Le Dune” che ha ospita gli eventi delle giornate della kermesse MuovitItalia.

Ieri Apertura dei lavori alle ore 9:00 con la conferenza “L’Europa dei giovani: volontariato, associazionismo e forum della Gioventù”. La discussione è stata introdotta dal dirigente giovanile Francesco Leonforte che, insieme agli altri presenti, ha posto al centro dell’attenzione l’Europa e le sue opportunità. Giacomo Antronaco, Presidente MODAVI ONLUS Sicilia, ha sottolineato l’importanza del ruolo che gioca l’Europa per i progetti dei ragazzi:<< è necessario avere fiducia – ha dichiarato – non è giusto che i ragazzi vivano lontani dalla realtà che li circonda. E’ fondamentale che ci si avvicini alla politica che dev’essere vista come uno strumento di condivisione e di crescita”. Bello il messaggio di Pippo Di Natale, Presidente del Forum Terzo Settore Sicilia, che ha invitato a percorrere insieme la strada verso il raggiungimento di obiettivi comuni che devono aiutare la crescita di tutti.

L’Europa è stata al centro anche nel secondo appuntamento di giornata. Alle 10:30 si è parlato di “Europa: tra Brexit, immigrazione e crisi economica”. Antonio Tajani, vicepresidente del Parlamento Europeo, ha ribadito quanto, dopo il Brexit, sia importante ritornare alla buona politica. Secondo Tajani << bisogna avere fame di Europa, senza distruggerla. La burocrazia di Bruxelles non ci piace – ha affermato- ma non per questo siamo chiamati a scappare. Il nostro compito, al contrario, è quello di migliorarla>>.

Salvo Pogliese, intervenuto nella duplice veste di padrone di casa e parlamentare Europeo, ha sottolineato come << le istituzioni di Bruxelles a volte appaiano distanti dalla gente. Sull’emergenza

l’Europa si è svegliata troppo tardi, mentre l’Italia e la Sicilia in particolare già da anni si sobbarcavano i costi economici e sociali di questa situazione. E ancora ora le risposte dei vertici dell’Unione non sono adeguate o rimangono solo sulla carta. Mi riferisco in particolar modo al piano dei ricollocamenti dove dei 160 000 migranti che dall’Italia e dalla Grecia sarebbero dovuti essere distribuiti tra gli altri paesi europei in realtà sono stati ricollocati solo 1196 migranti dall’Italia e 4455 dalla Grecia per un totale di soli 5651 migranti ovvero appena il 3.53%. E’ chiaro quindi che questa Europa non sa quella che faccia “innamorare” i cittadini. Certamente l’Italia ha delle responsabilità, basti pensare che dei 34107 provvedimenti d’espulsione emanati nel 2015 i migranti realmente espulsi sono stati solo 3688 pari solo al 10.8% Quindi l’Italia deve assumersi anche le proprie responsabilità, ma di certo quest’Unione europea deve cambiare per diventare quel sogno che è l’Europa dei popoli cui noi crediamo fermamente>>.

Dopo la pausa pranzo, alle ore 15:00, parola ad “Agorà 2.0: La Nuova comunicazione nell’era dei Social Network”. Il dirigente giovanile e responsabile della comunicazione web, Ulderico De Laurentiis, insieme con la Giornalista Silvia Cirocchi, hanno approfondito le nuove dinamiche della comunicazione del XXI secolo.

14524567_10154579548696369_4294020366807047228_oLa dirigente Maria Fernanda Gervasi ha poi avviato, alle 16:00, l’incontro “Quale futuro per il centrodestra?” Alla discussione, tra i tanti, sono intervenuti Paolo Romani, Presidente del gruppo FI Senato, Renato Brunetta, Presidente Gruppo FI Camera dei Deputati, Maurizio Gasparri, Vice Presidente del Senato, Giovanni Toti, Presidente regione Liguria, Altero Matteoli, Presidente Commissione Lavori Pubblici del Senato. Basilio Catanoso, deputato alla Camera ha tracciato le sue linee guida: << il nostro futuro – ha detto – deve partire dalle elezioni per la Regione siciliana: se riusciremo a mettere in piedi una coalizione allargata che condivide un programma di sviluppo per la nostra terra diventerà facile anche individuare un candidato presidente che vada bene al popolo siciliano e a tutti i rappresentanti della coalizione>>.

Alle 18:00 la conferenza “Le ragioni del No alla riforma Costituzionale” ha chiuso il programma di giornata. Milena Licitra, dirigente giovanile dell’area ragusana, ha introdotto il dibattito sottolineando come la Costituzione sia patrimonio di tutti. <<Per questo motivo – ha detto – qualsiasi ipotesi di riforma deve essere il più possibile condivisa. Non può essere l’atto di arroganza di un governo che a colpi d i maggioranza ristretta, variabile e non voluta dai cittadini-elettori, tenta di sottrarsi a qualsiasi logica di confronto e condivisione politica>>. Marco Palermo, altro giovane dirigente, ha poi spiegato quali pericoli ci sarebbero se vincesse il “si”. << Il premio di maggioranza – ha dichiarato – verrebbe assegnato soltanto al partito con più voti, sarebbe un atto di poca democrazia. Il partito vincitore eleggerebbe in autonomia il Presidente della Repubblica e avrebbe ampi margini di condizionamento delle nomine nella Corte Costituzionale e nel CSM>>.

Stamane apertura dei lavori alle ore 9:00 con la plenaria giovanile. Protagonisti i giovani del centrodestra. Ad aprire il confronto Ulderico De Laurentiis coadiuvato da Dario Moscato, Massimiliano Giammusso e Antonio Montemagno. Tema principale, come accennato sopra, il ruolo dei giovani nella politica. Andrea Giulla, vicepresidente provinciale di Azione Universitaria – Catania ha fornito la sua ricetta per far si che i giovani non fuggano dalla politica: << lo scopo di manifestazioni come il MuovitItalia è quello di fare comunità – ha dichiarato – noi ragazzi abbiamo il compito di riavvicinare la gente alla politica. Bisogna costruire insieme per far si che si proceda in avanti uniti e non divisi. È fondamentale opporsi a chi fa degli equivoci e dei fraintendimenti il proprio strumento di potere>>. Importanti anche i contributi dei molti giovani intervenuti. I dirigenti Giuseppe Amato, Fabrizio Parla, Francesco Leonforte, Antonio Scollo e Antonio Cabras hanno ribadito come sia necessario far leva sui giovani per far ripartire il paese.

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